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Chi pensa a Cuba non può non avere in mente i suoi cocktail, su tutti quello che porta il suo nome, il Cuba Libre. Questo cocktail ormai diffusissimo nel mondo ha alle spalle una storia antica e romanzesca, tanto da essere una delle fonti di ispirazione del grande romanziere e scrittore Ernst Hamingway che a Cuba visse apprezzandone oltre che le bellezze naturali e storiche, anche i bar e i locali. Sul nome con il quale oggi è famoso e conosciuto nel mondo questo long drinks, si sono fatte molte ipotesi.


Una versione indica nel titolo del giornale rivoluzionario “Cuba Libre” fondato nel 1928 da Julio Antonio Mella a L'Avana il nome del cocktail.

Un'altra versione, non molto realistica ma comunque conosciuta e diffusa, riguarda l'usanza di alcuni agricoltori di lime, agrume tipico della zona caraibica, di dissetarsi con il rum di prima distillatura, molto dissetante una volta fatto raffreddare e dal gusto dolce e in grado di dare una carica di energia nei duri lavori nei campi. Un giorno, durante un temporale, un carro carico di lime si rovesciò e i frutti finirono sotto le ruote e dentro un barile con una libbra di rum bianco appena distillato ancora caldo. Invece di buttare i frutti macerati, i contadini ne mescolarono il succo con il rum, facendolo diventare più aspro e dissetante, tanto che l'usanza ben presto si diffuse tra tutte le comunità agricole. In seguito venne aggiunta la Coca Cola, che in origine aveva un gusto meno dolce, e mescolata al rum e al lime dava alla bevanda un sapore più pieno.


La versione più accreditata sulla nascita del Cuba Libre narra che esso venne inventato per festeggiare l'indipendenza di Cuba dalla Spagna, ottenuta con l'aiuto degli Stati Uniti. Un barman cubano mescolò la Coca Cola, prodotto di punta degli Stati Uniti, al rum, tipico di Cuba, per unire simbolicamente le due nazioni, creando una versione di Daiquiri allungato con Cola.
Era il 1898 quando una sera un gruppo di soldati americani della Corps Riders entrarono in un bar dell'Avana. Uno di essi, Fausto Rodriguez, raccontò in seguito che il capitano Russell ordinò del rum, della Coca Cola, ghiaccio e una fetta di lime, e bevve con piacere il mix in un unico bicchiere. La cosa suscitò l'interesse degli altri e tutti ordinarono la stessa mistura. Al secondo giro di bevute, un soldato propose un brindisi per la nuova Cuba liberata “Per Cuba Libre”. Il capitano alzò il bicchiere e tutti cantarono il grido di battaglia che ispirò le truppe durante la guerra di indipendenza cubana. Da qui si pensa che il nome del cocktail derivi da questo episodio.


In origine, oltre al rum bianco, alla Coca Cola e al lime, nelle ricette tradizionali venivano aggiunte anche alcune gocce di Angostura, mentre a Milano, in alcuni American Bar, si serve il Cubotto, un long drinks che sostituisce alla Coca Cola il Chinotto e deve il suo nome alla crasi tra Cuba Libre e Chinotto.


Nei bar e nei locali di Cuba, un cubano non chiede mai al barman di essere servito con un “Cuba Libre” ma esegue un gesto scaramantico e inconfondibile attraverso due movimenti della mano destra: dapprima esegue un gesto come a volersi lisciare la barba dopo una rasatura (a simboleggiare la barba di Fidel Castro) e poi esegue un passaggio con il dito indice dall'estremità sinistra a quella destra della gola come a mimare un'accoltellata (l'uccisione). La combinazione di questi due gesti vuol dire Fidel Castro Morto e quindi Cuba Libre, libera dalla dittatura.

 

 

La ricetta del Cuba Libre secondo il Cocktail I.B.A (International Bartenders Association) del 2011

5 cl di Rum Bianco
12 cl di Cola
1 cl succo di lime fresco
Mix di tutti gli ingredienti in un bicchiere tumbler pieno di ghiaccio. Guarnire con il lime.

 

 

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